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Gazzetta di Mantova: “Boom di commesse dagli ospedali, la Dinamica Generale accelera”

“Mentre il resto del mondo rallentava a causa del virus, noi abbiamo dovuto accelerare rimboccandoci le maniche per non interrompere filiere che garantiscono la produzione di apparecchiature salvavita”

La Gazzetta di Mantova ci ha intervistati, leggi l’articolo completo.

10/04/2020 – La Gazzetta di Mantova

L’azienda produce componenti elettronici per le macchine in uso nei reparti di terapia intensiva

POGGIO RUSCO – Non si sono potuti fermare. E mentre il resto del mondo rallentava a causa del virus, loro hanno dovuto accelerare. Rimboccarsi le maniche per non interrompere filiere che garantiscono la produzione di apparecchiature salvavita. Alla Dinamica Generale di Poggio Rusco hanno rimandato la festa per il trentesimo dell’azienda (fondata nel 1990) e si sono organizzati per gestire ordini che nel giro di poco tempo sono triplicati. Senza dimenticare la salute di chi lavora qui. Sospese temporaneamente le produzioni accessorie, l’azienda si è concentrata sui reparti che si occupano dell’attività che in queste settimane drammatiche è essenziale: la produzione di componenti elettronici per le macchine della terapia intensiva. «Facciamo apparecchiature uniche al mondo – racconta Andrea Ghiraldi, fondatore dell’azienda – che contribuiscono a salvare la vita dei pazienti. Abbiamo avuto un aumento incredibile delle richieste: gli ordini sono triplicati. E stiamo facendo bene». I clienti sono soprattutto società multinazionali, con base in Italia e non solo, che poi distribuiscono le loro macchine in ogni angolo del pianeta.
Per la sicurezza interna, la Dinamica generale si è data regole ferree prima ancora che fosse la legge a imporle. Un esempio? «Abbiamo nominato un team Covid-19 con una persona dedicata a controllare il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa – prosegue Ghiraldi – Oltre a questo, abbiamo suddiviso il personale in due turni e allargato il più possibile le postazioni di lavoro: siamo stati fortunati perché la nostra produzione è molto automatizzata e gli spazi sono grandi. Abbiamo incentivato lo smart working, con 45 persone che lavorano da casa, procurato mascherine (7mila le ha donate un fornitore cinese), guanti e occhiali per tutti e previsto corsie preferenziali per il materiale: l’azienda è blindata, non entra nessuno. E ai dipendenti proviamo la febbre ogni giorno».
Per ricompensare i lavoratori, la direzione ha previsto un premio extra, da marzo a maggio, e in rappresentanza di tutti i dipendenti si è impegnata a fare una donazione mensile alla protezione civile per tutto il periodo dell’emergenza. «Abbiamo subito preso a cuore il problema, e dal 9 marzo in poi sono partiti smart working e turnazione – spiega Francesco Mauceri, 34 anni, da cinque dipendente della Dinamica – Oltre a questo, a chi non si sentiva sicuro è stata data la possibilità di utilizzare le ferie liberamente. Abbiamo remato tutti nella stessa direzione: l’azienda, i responsabili dei reparti e tutte le altre figure». Mauceri lavora nell’ambito delle tecnologie per l’agricoltura: l’azienda produce analizzatori che forniscono dati in real-time sulla raccolta agricola e sulla nutrizione degli animali negli allevamenti:
«Quello che facciamo è importante per garantire il percorso di una filiera che deve essere mantenuta viva».
Federica Rezzaghi, 35 anni, in azienda dal 2006, lavora, invece, nel settore medicale. «Ci siamo sentiti tutelati fin da subito – commenta – in questi momenti esce il cuore delle persone. Quando, nei corridoi,
ci si sente dire dai responsabili di reparto o dal titolare che ce la faremo, ci si crede davvero. Perché sono loro i primi a darsi da fare».
– SABRINA PINARDI

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